Il Gruppo dell’Addolorata o delle “Tre Avemarie”

Il Gruppo dell’Addolorata o delle “Tre Avemarie”
Maccagno Superiore, Chiesa di S. Materno
Testo e ricerche di Federico Crimi
Il gruppo dell’Addolorata (con il fronteggiante altare del Crocifsso) rappresenta il fulcro spirituale della chiesa parrocchiale di S. Materno sin dall’epoca della sua ricostruzione.
Il progetto che dal 1701 portò l’edificio sacro nelle forme attuali, infatti, prevedeva di conferire alle due cappelle laterali maggiori, poste una di fronte all’altra e in posizione centrale alla nuova
chiesa, un innovativo significato in funzione di una specifica ritualità concepita dall’origine. Regista dell’impresa, dalla ricostruzione alla vera e propria ideazione del rito delle “Tre Avemarie”, fu il parroco Giovanni Angelo Caldarone, originario di Germignaga che, alla fine del suo mandato (tra il 1690 e il 1727) e della sua vita, volle essere sepolto davanti alla cappella dell’Addolorata in un sarcofago ornato delle insegne famigliari, rimosso nel Novecento. Nel 1715 la nuova chiesa era giunta a buon punto, come prova l’iscrizione ancora presente all’interno: DIVO MATERNO SACRATA EXCELLENTIORI SCULPTURA MDCCXV ORNATA. 
Nel frattempo si procedeva con le cappelle laterali, iniziate quasi contemporaneamente, ma completate negli anni. La prima fu dedicata all’Immacolata (a sinistra dell’altare maggiore, tra il 1701 e il 1705, rinnovata però nel 1721 per devozione della fam. Branca), la seconda a S. Giuseppe
(di fronte alla precedente), tra il 1705 e il 1716. La cappella dell’Addolorata fu intrapresa nel 1707 e benedetta nel 1713.
L’altare delle Anime Purganti (a destra dell’ingresso), avviato nel 1709, fu ultimato nel 1716. Nel medesimo 1709 erano state gettate le fondamenta delle cappelle sul lato sinistro, ossia la centrale del Crocifisso e il battistero (a sinistra dell’ingresso, poi dedicata a S.Nicola da Tolentino), terminate nel 1723.
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