Altare di S. Nicola da Tolentino

Altare di S. Nicola da Tolentino. L’architetto Caronesi e il Genoa calcio
Maccagno Superiore, Chiesa di S. Materno
Testo e ricerche di Federico Crimi
Attorno all’altare di S. Nicola da Tolentino, nella Chiesa di S. Materno, la collettività di Maccagno Superiore si raccolse in voto per una mancata pestilenza. Attorno a quella medesima mensa, un secolo dopo l’avvio dei lavori, nel 1839, si riannodarono, nel nome di Ferdinando Caronesi, architetto nativo di Veddo, ma assai noto a Torino per prestigiosi incarichi in età neoclassica, inediti legami famigliari.
Eugenio Olivero, lo storico torinese cui si deve la riscoperta di Caronesi, nel 1938, ne trasse una descrizione: altare a parete «prettamente neo-classico, [con] due colonne corinzie [e] una trabeazione orizzontale su cui due statue di putti sostengono la croce». Nella teca, la statua del santo rispetta l’iconografia: il sole sul petto e, nella mano sinistra, il pane, ottenuto per carità da una devota tolentinate e veicolo, grazie all’intercessione della Madonna, di guarigione. Sulle pareti laterali della cappella due iscrizioni circoscrivono fatti collettivi e memorie dinastiche.
 
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